IL GRUPPO AZIMUT-BENETTI E I MARINA,
INTERVISTA A GIOVANNA VITELLI

L’occasione è stata la presentazione della partnership tra il Marina di Varazze e lo Yacht Club Milano. Una partnership che prevede l’apertura di una sede a mare dello yacht club a Varazze con la possibilità per i soci di utilizzare i posti barca del Marina.
Inoltre verranno organizzate insieme manifestazioni veliche e motonautiche che andranno ad arricchire l’offerta di eventi per gli ospiti e i visitatori del marina gestito dal Gruppo Azimut-Benetti. Il Marina di Varazze ha vinto la selezione quale Best Marina Development dell’Europe & African Property Awards 2008, indetto dalla International Property Awards.
Il Marina di Varazze si inserisce in un articolato piano di creazione e gestione dei Marina in Europa che il Gruppo Azimut-Benetti aveva in animo da tempo e che oggi si è concretizzato con la supervisione di Giovanna Vitelli, figlia del presidente del gruppo.


 

 

 

Giovanna Vitelli, responsabile della comunicazione
del Gruppo Azimut-Benetti.




Cosa vi ha portato a interessarvi ai Marina?
Direi due logiche. Una è quella di offrire anche al nostro cliente un servizio in più. Infatti, spesso si perdono delle vendite perché il cliente non sa dove mettere la barca. Quindi potergli proporre anche il posto barca è un elemento commerciale interessante.
Secondo perché, pur non essendo direttamente il nostro core business, è uno dei pochi settori affini in cui la conoscenza del mondo nautico si traduce in un atout. A ben vedere, la gestione dei marina non è in genere particolarmente profittevole. Questo, secondo noi, perché chi gestisce i marina non conosce a fondo le necessità e le richieste dell’utente nautico.
Portare il know out che ci deriva dal mondo delle barche a quello dei marina ci pare che sia il segreto di un successo anche in termini di profit del business.

Quali sono secondo voi le caratteristiche e le qualità che un marina deve avere? Se il marina è solo un posto dove io ormeggio la barca e ho una colata di cemento e nient’altro non vivo tutto quello che l’aspetto di un centro turistico ci offre, cosa che invece la gente ricerca.
A Varazze si crea anche un gruppo dei nostri clienti che ama andare al ristorante, andare a fare shopping, venire ai nostri eventi che sono, ad esempio, il concertino jazz in piazzetta con l’aperitivo. Cioè la gente ha il desiderio di vivere il porto non solo come il parcheggio della barca ma come una comunità.

Oltre Varazze, quali sono i porti già realizzati?
Il primo è stato Viareggio con 40 posti barca sopra i 24 metri ed è nato, in prima istanza, come marina per Benetti. Successivamente anche altri armatori hanno chiesto di potervi accedere. La seconda realizzazione è il marina di Mosca che ha aperto l’anno scorso con 170 posti barca sul lago di Himki E’in funzione solo d’estate perché d’inverno il lago è gelato. E infine Varazze, appunto, con 800 posti barca. Infine, a Livorno si sta concludendo l’iter amministrativo per realizzare un marina da 600 posti.

Ogni marina ha un elemento che lo contraddistingue.
Esatto. Ad esempio, nel marina di Mosca l’elemento dominante è una scalinata del periodo stalinista. E’ un monumento bellissimo e ricostruito esattamente com’era con la supervisione della Sovrintendenza alle belle arti. A metà della scalinata c’è una grande vetrata al cui interno è ospitato un ristorante di altissimo livello che guarda sul lago e che è molto amato dalla gioventù moscovita.

Pensate di costruirne altri?
Si. Siamo sempre interessati a nuovi progetti. Per inserire al nostra filosofia cerchiamo soluzioni un po’ particolari: situazioni in cui possiamo avere noi la maggioranza e decidere come realizzarli; dove i progetti non siano ancora definitivamente approvati e si possa intervenire dal punto di vista estetico secondo i nostri gusti e, infine, la profittabilità del marina. Nell’ultimo periodo abbiamo analizzato tutte le offerte del mercato e abbiamo visto che non è sempre così facile trovare le opportunità adatte.

Possiamo dire che non avete uno standard estetico, ma vi legate molto a quella che è la realtà locale?
Direi di sì. A Varazze gli architetti sono stati Gabetti e Isola, due nomi significativi nella storia dell’architettura italiana, che hanno cercato di inserire il marina nel contesto della collina circostante. Ad esempio con il verde dei tetti e con l’utilizzo del legno e del mattone. Mosca, visto l’elemento storico presente, si prestava al recupero della scalinata, affiancato da strutture molto moderne e modaiole. A Livorno si valorizzerà sicuramente la parte storica del Porto mediceo.

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